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IMMOBILI E CATASTO:

CHE COS'E' IL CATASTO E COSA PREVEDERRE LA SUA RIFORMA


Che cos'è il catasto?

Il catasto si può definire come il grande archivio delle diverse proprietà immobiliari ubicate sul territorio Italiano. Una delle principali funzioni del Catasto è quella di censire i beni immobili al fine di stabilire, attraverso l'attribuzione delle cosiddette "rendite catastali", quante tasse debba pagare il proprietario di ogni bene immobile. Si divide in:

- Catasto dei terreni, dove sono censite tutte le aree di terreno non edificate come ad esempio terreni agricoli, boschivi, di pascolo ecc...;

- Catasto dei fabbricati nel quale sono censiti tutti gli edifici di ogni categoria e destinazione d'uso.

Per ogni unità immobiliare censita nella Banca Dati del Catasto, la cui gestione è di competenza dell'Agenzia delle Entrate Territoriale, sono disponibili diverse informazioni quali ad esempio, l' ubacazione, la destinazione d'uso, la rendita catastale, la consistenza metrica, ed i relativi redditi.


Cosa prevederebbe la riforma del Catasto?

La riforma del catasto ha un obiettivo preciso: quello di, entro il 2026, mappare tutti gli immobili, compresi quelli cosiddetti "fantasma" e accatastati il modo irregolare, rivedendo e adeguando le rendite catastali e attribuendo ad ogni casa un valore di vendita e uno di locazione. Il valore di riferimento come unità di misura per i suddetti "adeguamenti", che verrà poi applicato per ogni metro quadrato, verrà fornito dall' Agenzia delle Entrate.


Quindi come potrebbero cambiare i valori "catastali" delle abitazioni?

Chiaramente essendo decisione prettamente di carattere Politico, è d'obbligo usare il condizionale, ma per sviluppare in previsione una "proiezione" su come potrebbero cambiare i valori catastali delle case, è sufficiente mettere a confronto gli attuali valori catastali medi degli immobili ed i valori effettivi di vendita registrati dalla Agenzia delle Entrate sulla base delle compravendite concluse. Ad esempio, se a Milano il più recente prezzo medio di mercato rilevato dall'Agenzia delle Entrate per l'anno 2020 è di 3.918 euro al metro quadrato, ad oggi ai fini Imu, l’imponibile catastale è di 1.429 euro al metro quadrato. E' pertanto evidente come la differenza che si evince è sicuramente importante e che, "tradotta" ad aliquota costante porterebbe, ad esempio, l’imposta per una seconda casa di 80 metri quadrati a costare dagli attuali 1.303 euro a 3.573 euro con un aumento di oltre il 170%.

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