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E' POSSIBILE CHIUDERE IL BALCONE SENZA PERMESSI?

Aggiornamento: 22 giu

Per rispondere a questa domanda bisogna entrare nel dettaglio. Ci sono delle prassi regionali da rispettare per non incorrere in un abuso edilizio

Costi e permessi per la chiusura di veranda e balcone, di seguito un vademecum completo.

Quanto costa chiudere il balcone? Quali permessi ci vogliono per costruire una veranda? Cosa si deve fare per chiudere un terrazzo? Quanto costa fare una veranda in pvc? Quanto costa costruire una veranda? Quanto costa costruire una veranda abitabile?


Quanto costa chiudere il balcone?


I prezzi per la chiusura di un balcone standard con vetrate variano da 500 € a 2.000 €, in base alle dimensioni del balcone chiuso da vetrate, dal tipo di vetro (singolo, doppio o triplo) e dal materiale del telaio.


Quali permessi ci vogliono per costruire una veranda?


La veranda è definita dal Regolamento Edilizio tipo come un “locale o spazio coperto avente le caratteristiche di loggiato, balcone, terrazza o portico, chiuso sui lati da superfici vetrate o con elementi trasparenti e impermeabili, parzialmente o totalmente apribili”.

La veranda quindi è una struttura fissa, duratura, che costituisce un aumento della volumetria dell’edificio oltre che una modifica della sua sagoma, pertanto non rientra nell’elenco delle opere consentite in regime di edilizia libera. Ma è realizzabile solo con il preventivo rilascio del permesso di costruire.

Il primo passo per realizzare una veranda senza richiedere il permesso di costruire è verificare l’esistenza di una volumetria residua dell’immobile considerato oppure la possibilità di aggiungere un ulteriore volume abitativo senza oltrepassare i limiti imposti dal piano regolatore della zona di appartenenza. Il nuovo ambiente deve inoltre rispettare tutti i parametri imposti dal regolamento comunale di edilizia e di igiene per quanto concerne l’illuminazione e l’areazione dello spazio destinato ad uso abitativo.

Una veranda può essere realizzata senza permessi se è considerata una pertinenza, cioè quando è non solo preordinata ad un’oggettiva esigenza dell’edificio principale ed é funzionalmente inserita al suo servizio, ma anche allorquando è sfornita di un autonomo valore di mercato e non comporta un cosiddetto “carico urbanistico” proprio, in quanto esaurisce la sua finalità nel rapporto funzionale con l’edificio principale” (Cons. Stato, sez. II, 22 luglio 2019, n. 5130).


Pergotenda come alternativa


Soluzione alternativa: la pergotenda, costituita principalmente dalla tenda quale elemento di protezione dal sole o dagli agenti atmosferici, è qualificata come mero elemento accessorio, necessario al sostegno e all’estensione della tenda, e perciò la sua realizzazione rientra nell’edilizia libera.

Anche nuove forme di copertura con delle lastre in vetro o plexiglas facilmente rimovibili, che non necessitano di una copertura, non richiedono alcun permesso in quanto presentano una struttura mobile o rimovibile.

Anche la tettoia aperta su tre lati non è considerata nuova costruzione, mentre le tettoie chiuse sono ritenute costruzioni, con applicazione del relativo regime giuridico, in considerazione del fatto che, se sono chiuse, non possono più definirsi soltanto “tettoie” bensì veri e propri edifici.

La vetrata panoramica utilizzata a protezione di una veranda è classificata come “sistema di protezione a caratterie stagionale ” o “chiusura temporanea” di partizioni esterne. Può essere anche interpretato semplicemente come un frangivento in vetro. Non determina una variazione della destinazione d’uso del locale che va a proteggere.

Nel condominio, per la chiusura di un balcone trasformandolo, in tutto o solo in parte, in una veranda, non è necessario chiedere l’autorizzazione dell’assemblea, tuttavia, per evitare contestazioni, occorre evitare di compromettere il decoro architettonico dell’edificio ossia l’estetica della facciata, creando disarmonie rispetto alle linee originali del palazzo, tali da comprometterne il valore da un punto di vista architettonico. Inoltre, la veranda non deve pregiudicare il diritto di veduta e di affaccio del condomino al piano superiore.


Cosa si deve fare per chiudere un terrazzo?


Per realizzare una veranda o una copertura, anche parziale, su un terrazzo condominiale o ad uso esclusivo, trattandosi di una “nuova costruzione“. ci vuole il permesso di costruire (o la Segnalazione certificata di inizio attività) rilasciato dall’ufficio tecnico del Comune territorialmente competente. Al termine dei lavori, occorre presentare la modifica catastale all’Agenzia delle Entrate.

La violazione di tale regola configura il reato di abuso edilizio, con conseguente ordine di demolizione dell’opera, oppure, se la rimozione non fosse tecnicamente possible, il pagamento di una sanzione pecuniaria pari al doppio dell’aumento del valore dell’immobile conseguente alla realizzazione dell’opera,

Se non viola l’estetica del palazzo, il proprietario dell’ultimo piano o del lastrico solare che intende esercitare il proprio diritto di sopraelevazione non deve chiedere l’autorizzazione dei proprietari dei piani sottostanti.

Tuttavia, i singoli condòmini (o il condominio) possono opporvisi se essa:

  • pregiudica la stabilità dell’edificio se le strutture dell’edificio risultino tali da non sopportare il peso della stessa né le sollecitazioni di origine sismica;

  • pregiudica l’aspetto (e/o il decoro) architettonico dell’edificio;